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Osservazioni, informazioni, novità su tempo libero, godibilità dell'ambiente, pesca sportiva / Pierluigi Sommariva

Published by beppe on 30-Mar-2011 21:10 (1031 reads)

Alcune informazioni o riflessioni su aspetti della disabilità a cui spesso non si pensa. In allegato informazioni su una spiaggia accessibile a Santa Margherita Ligure.

Osservazioni, informazioni, novità su tempo libero, godibilità dell'ambiente, pesca sportiva.


Finalmente la primavera è alle porte e tutti siamo trepidanti di poterci lasciare alle spalle una lunga stagione grigia, uggiosa e piena di pestilenze che hanno messo a dura prova quel brandello di salute che ancora resta e ci fa tirare avanti.

Ci apprestiamo quindi a progettare spazi di evasione, possibilmente divertenti e salutari.. Non occorre molto: possiamo lasciare tranquillamente ad altri più vispi di noi i viaggi alle Maldive o nel Mar Rosso e goderci invece una bella passeggiata sulle nostre colline a scoprire, fra boschi, radure e calanchi, i primi umili fiorellini di primavera: viole, primule, anemoni che sbocciano silenziosi, regalando pennellate di colore ai toni grigio-bruni di una natura ancora brulla.

Ma l'evasione forse più attraente ed esotica, comunque alla portata di tutti, resta sempre per noi, “terricoli piemontesi”, una bella giornata al mare sul vicino litorale ligure.

Eccoci dunque a passeggiare in maniche di camicia, tra aiuole fiorite, palme e pitosfori, su uno dei tanti eleganti lungomare dei pittoreschi paesi della costa! Oltre al sole, all'aria di mare;alle vetrine seducenti e a tanta bella gente, c'è pure quella certa atmosfera di mondanità che ci fa sentire, -e perché no?! - dei veri turisti in vacanza..

E pure il paesaggio, dove non è stato devastato dal cemento, è davvero splendido! Mare azzurro, blu,turchese; scogliere, spiagge, barchette, navi all'orizzonte e pure qualche isoletta...non manca proprio niente, è tutto da cartolina! Ma purtroppo i primi ad accorgersi che ci si trova in un ambiente “da cartolina”, siamo proprio noi, disabili che ci spostiamo su ruote o con stampelle o che, comunque, siamo impediti nei normali spostamenti e movimenti.

Vorremmo raggiungere il bagnasciuga per farci dei salutari, piacevoli pediluvi; vorremmo farci spruzzare dalle onde che si frangono sugli scogli per respirare iodio e salsedine, per raccogliere conchiglie; per scrutare e immaginare la vita misteriosa del profondo verde-blu davanti a noi e magari per balneare beatamente in questo immenso elemento liquido, fonte di nuove emozioni e di giovamento morale e fisico. C'è poi chi, appassionato di pesca sportiva, ha un rapporto ancora più intenso e coinvolgente con il mare. Eppure, sebbene tutto questo sia di normale fruibilità per chiunque, per noi disabili, soprattutto fisici, è invece off-limits, vietato, interdetto o, perlomeno, difficile da conquistare. Proprio come in una cartolina, tutte queste belle cose, noi generalmente possiamo solo guardarle...e da una certa distanza.

Ora un gruppetto di noi disabili con difficoltà di deambulazione, dopo anni di frequentazione della costa ligure, si è reso gradualmente conto di quanto “il bene mare”, a cui tutti hanno diritto, in realtà sia di difficile fruibilità diretta, per le varie, onnipresenti difficoltà di raggiungerlo. Provare per credere! Tant'è che per noi, farsi un bel bagno in mare, salvo rare spiagge debitamente attrezzate, è davvero una conquista! Così pure come farsi qualche ora di rilassante pescata al sole, con la lenza nel mare blu, è diventato quasi un sogno.

Un tempo questo era possibile soprattutto perché ci era consentito l'accesso ai moli dei porti o alle banchine d'attracco o a certi moli-passeggiata, dove era abbastanza facile trovare idonee postazioni di pesca. Senonché da qualche anno, anche questi luoghi, per ragioni poco comprensibili, ci sono stati categoricamente vietati, senza lasciarci alternative di sorta. Il che, di fatto, significa: “privarci del diritto all'esercizio della pesca sportiva in mare”.

Il sottoscritto ed altri colleghi, con l'appoggio del G.V.A., ci siamo da tempo attivati presso Capitanerie di Porto, Comuni rivieraschi e Associazioni nautiche per informare e sensibilizzare, non solo riguardo il suddetto problema della “pesca negata”, ma sulla questione ben più ampia della accessibilità e della fruibilità del mare da parte delle categorie già disagiate dei disabili.

Purtroppo dobbiamo ancora una volta constatare le ormai storiche indifferenze e negligenze, soprattutto da parte dei Comuni che sovente, con semplici modifiche, con qualche attenzione in più e poca spesa, potrebbero davvero migliorarci la qualità della vita. La stessa amara considerazione si può, più o meno, applicare alle Capitanerie ed Enti portuali che, usando l'umano buon senso e dando la priorità alla persona e alla sua libertà, sui vari regolamenti, potrebbero consentirci qualche salutare spazio di svago e serenità.

Siamo invece contenti di registrare lodevoli segni di apertura e sensibilità riguardo le nostre problematiche, da parte di varie Associazioni Nautiche e in particolare della Lega Navale Italiana di Savona(tel. 019 801311), che mettono a disposizione la loro esperienza e le loro attrezzature per programmare piacevoli e sicure uscite in mare con persone disabili. C'è pure la possibilità di praticare qualche ora di pesca recreativa con lenza da una idonea postazione nel loro porticciolo.

Davvero un esempio di civismo e solidarietà umana da imitare!

N.B. Un nuovo obbligo per chi pesca. Nel marzo 2011 è entrato in vigore il Decreto Ministeriale Pesca Sportiva del 06/12/2010 il cui art 1-1 stabilisce che ”chiunque effettua la pesca a scopo sportivo o ricreativo in mare deve comunicare l'esercizio dell'attività al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – Direz. Generale della pesca marittima e dell'acquacoltura”


Notizie spiacevoli ci giungono invece riguardo le acque interne dei nostri fiumi e torrenti, ai quali l'accessibilità è già naturalmente ardua e sovente impossibile. Infatti, per chi voglia accedervi per pescare, balneare o semplicemente passeggiare in cerca di refrigerio, sono davvero “cavoli amari”!

Ma per facilitarci ancora un po' la vita, le Associazioni di Pesca Locali, F.I.P.S., l'Assessorato Provinciale Caccia e Pesca, nonché il Dipartimento Regionale del settore, hanno pensato bene di escludere i giovani fino ai 14 anni e gli anziani oltre i 65 dall'obbligo di pagare le specifiche imposte per l'esercizio della pesca; mentre le stesse restano invece d'obbligo per disabili para- tetraplegici, emiplegici, mutilati, spastici, Parkinsoniani, ciechi, sordo-muti e così via per la restante allegra congrega della “Corte dei Miracoli”.... Proprio un'iniqua discriminazione tra persone già duramente disagiate! Superfluo aggiungere che ogni nostra richiesta di spiegazioni, fatta a suo tempo tramite e-mail, fax o tel., è rimasta senza risposta!

Allibito per l'ignobile comportamento dei nostri Amministratori, lascio al lettore ogni altra considerazione....

Rimando ad altra occasione il discorso, rifritto ormai da anni, sull'accessibilità e fruibilità dell'Erro da parte dei disabili e fasce deboli in particolare in loc.Cascata,(Cartosio), intercorso a suo tempo tra Associaz.Disabili e Comunità Montana. Ai vari interrogativi daranno forse una risposta i posteri... .

Pierluigi Sommariva


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