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Lettera aperta sui diritti dei non autosufficienti

Published by beppe on 20-Nov-2011 21:20 (921 reads)

Il GVA ha aderito alla proposta del Comitato promotore della Seconda petizione popolare per i diritti degli assistiti di inviare ai sindaci piemontesi una lettera aperta incentrata sui diritti dei non autosufficienti.

Abbiamo inviato la lettera, secondo il facsimile proposto dal Comitato, al Sindaco di Acqui, come comune principale del territorio in cui operiamo, anche se non sede di ASL, e al Sindaco di Rivalta Bormida che è il rappresentante dei piccoli comuni in seno all'ASCA (l'Associazione per la gestione dei servizi socioassistenziali). Ci è inoltre sembrato appropriato inviarla anche all'Assessore all'Assistenza del Comune di Acqui.

Di seguito il testo della lettera.


La nostra associazione aderisce all'iniziativa del Comitato promotore della petizione popolare per i diritti degli assistiti (comprendente numerose associazioni di volontariato in Piemonte – per ulteriori informazioni rinviamo al sito http://www.fondazionepromozionesociale.it/) che ha invitato le associazioni ad inviare una lettera aperta ai sindaci perché intervengano nei confronti della Giunta e del Consiglio Regionale del Piemonte per sollecitare il rispetto dei diritti degli assistiti e in particolare delle persone non autosufficienti e disabili gravi, cosa tanto più importante ed urgente in tempi di tagli di bilancio.

La presente lettera verrà da noi resa nota attraverso il sito del GVA e con altri mezzi.

Chiediamo, come detto, il vostro intervento nei confronti della Giunta e del Consiglio Regionale del Piemonte:

Perché il piano di rientro della sanità non sia pagato da chi non può protestare a causa della gravità delle sue condizioni: anziani cronici non autosufficienti e/o malati di Alzheimer, persone con handicap in situazione di gravità, pazienti psichiatrici cronici con limitata autonomia, giovani e adulti con psicosi e autismo, minori con nuclei familiari in difficoltà, persone sole prive dei mezzi necessari per vivere e non avviabili al lavoro.
In base alle norme vigenti sui Lea (Livelli essenziali di assistenza sanitaria), confermate dalle sentenze del Consiglio di Stato n. 1607/2011 e del Tar della Lombardia n. 784 e 785/2011, le Asl ed i Comuni non possono negare o ritardare le prestazioni con il pretesto della mancanza di sufficienti risorse economiche.

Pertanto chiediamo che siano assicurate le risorse per garantire:

i contributi ai familiari che assistono a casa congiunti non autosufficienti previsti dalle delibere della Giunta regionale 39/2009 e 56/2010 e dalla legge regionale 10/2010;
gli assegni di cura, erogati in genere solo in casi di grave urgenza e per chi è privo di rete familiare;
gli assegni terapeutici ai malati psichiatrici;
la realizzazione dei centri diurni per i malati di Alzheimer previsti dalla delibera della Giunta regionale 38/2009;
il contributo per l’integrazione delle rette, previsto dalle leggi vigenti, per le persone non autosufficienti e con mezzi economici insufficienti;
gli inserimenti nelle comunità alloggio delle persone con handicap intellettivo grave e in quelle socio-sanitarie dei malati psichiatrici;
i ricoveri in Rsa (Residenze sanitarie assistenziali)


A causa della violazione delle leggi vigenti (le prime sono la 841/1953 e la 692/1955) i nuclei familiari degli anziani malati cronici non autosufficienti sono costretti a fornire prestazioni socio- sanitarie di competenza del Servizio sanitario nazionale e ad assumere a loro carico rilevanti oneri economici.

Inoltre:

sono del tutto inadeguate le risorse per l’assistenza trasferite dalla Giunta regionale ai Comuni;
una proposta, approvata dai Consiglieri di maggioranza della IV Commissione del Consiglio regionale del Piemonte, intende cancellare le garanzie del finanziamento dei servizi socio-assistenziali previste dall’articolo 35 della legge 1/2004, approvata dal Centro destra (Giunta Ghigo).

Chiediamo ai sindaci di intervenire perché la Giunta Cota garantisca:

Il diritto esigibile alle cure sanitarie e socio-sanitarie previsto dalle leggi vigenti per i malati non autosufficienti. In base all’articolo 54 della legge 289/2002 le Asl e gli Enti gestori dei servizi socio-assistenziali sono obbligati a provvedere alle esigenze fondamentali di vita delle persone malate croniche non autosufficienti o con gravi handicap e/o patologie invalidanti, ricovero compreso;
Le risorse ai Comuni per l’integrazione delle rette agli anziani non autosufficienti ultra65enni e alle persone con handicap in situazione di gravità. Nella sentenza n. 1607/2011 del 15 febbraio 2011, depositata in Segreteria il 16 marzo 2011, la Sezione quinta del Consiglio di Stato ha stabilito che l’evidenziazione della situazione economica del solo assistito (soggetto con handicap permanente grave o ultrasessantacinquenne non autosufficiente) contenuta nei decreti legislativi 109/1998 e 130/2000 «costituisce uno dei livelli essenziali delle prestazioni da garantire in modo uniforme nell’intero territorio nazionale» a cui «sia il legislatore regionale sia i regolamenti comunali devono attenersi».
Dia attuazione alle richieste e alle proposte contenute nei 14 punti della 2a Petizione popolare (il cui testo integrale è disponibile sul sito www.fondazionepromozionesociale.it oppure si può richiedere anche alla nostra assocazione ) sottoscritta da oltre cento organizzazioni di volontariato e più di 10mila cittadini piemontesi.


A titolo di ulteriore documentazione, alleghiamo il testo di una lettera inviata il 5 maggio 2011 dal Coordinamento sanità e assistenza tra i movimenti di base a diverse istituzioni piemontesi, che evidenzia a sua volta aspetti fondamentali dei problemi degli assistiti.


Rimanendo a disposizione per approfondimenti, porgiamo cordiali saluti.


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