Ricorso contro i Nuovi LEA! - Sanità - Notizie/News
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Sanità : Ricorso contro i Nuovi LEA!
Posted by beppe on 2017/6/2 22:51:13 (10 reads) News by the same author

Un gruppo di associazioni di varie parti d'Italia impegnate nella difesa dei diritti di malati e disabili ha presentato nei giorni scorsi ricorso al TAR del Lazio contro il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che approva i nuovi LEA - Livelli essenziali di assistenza.


Un gruppo di associazioni di varie parti d'Italia impegnate nella difesa dei diritti di malati e disabili ha presentato nei giorni scorsi ricorso al TAR del Lazio contro il Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che approva i nuovi LEA - Livelli essenziali di assistenza.

Tra queste c'è anche il GVA di Acqui Termne, mentre le altre sono: Associazione Promozione Sociale (Torino), UTIM (Torino), In nome dei diritti (Scandicci), Senza Limiti (Milano), MTD (Pavia), ADINA (Firenze), UMANA (Perugia). Sono tutte associazioni che si occupano della difesa dei diritti dei cittadini più dbeoli, e non di gestire direttamente servizi o di fare da tappabuchi ai difetti dei servizi pubblici.

Ma perché questo ricorso? Non possiamo entrare qui in tutti i dettagli giuridici, non sempre di immediata spiegazione (disponibile il testo completo del ricorso) basti dire che questo Decreto è un atto amministrativo che introduce sostanziali riduzioni nella tutela dei malati, in particolare di quelli cronici e non autosufficienti, poiché estende a tutti costoro (non solo anziani e disabili, ma malati di qualunque tipo) il regime socio-sanitario, che comporta - passato un certo numero di giorni - la copertura del solo 50% dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale, restando l'altra metà a carico dell'utente oppure dei servizi sociali nel caso lo stesso non fosse in grado di coprirla (ma attenzione al fatto che qui si applica l'ISEE sociosanitario, particolarmente sfavorevole almeno per alcune fasce di utenti). Considerato che qui si tratta di malati, e non di persone in stato di povertà o emarginazione sociale, questo significa spostare l'onere delle cure dall'ambito sanitario a quello socioassistenziale, per il quale oltretutto non sono state messe a disposizione corrispondenti risorse aggiuntive. Un altro aspetto gravemente negativo è la subordinazione dell'accesso alle cure al giudizione delle Unità di Valutazione Multidimensionale, che diventano un filtro per l'accesso alle cure e servono a legittimare le liste d'attesa che colpiscono proprio le persone non autosufficienti, che per definizione avrebbero bisogno di cure immediate.

Si tratta evidentemente di un grave ridimensionamento del diritto alla salute, che però va contro le leggi vigenti e mai abrograte (né abrogabili con un provvedimento amministrativo), a cominciare dalla Costituzione (art. 32), dalla Legge 833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, e della stessa Legge 289/2002 che dava valore di legge ai LEA prima vigenti. Con questi nuovi LEA la sanità non è più un diritto garantito a tutti, ma diventa soggetto a numerose restrizioni, che colpiscono proprio i più deboli, come malati cronici e disabili non autosufficienti: non è difficile vedere in controluce un disegno volto a incentivare, se non a rendere a poco a poco indispensabile, il ricorso alle assicurazioni private secondo il modello liberista statunitense, utile al business ma disastroso per i malati. Si intende che il diritto all'assistenza sanitaria universale e gratuita va visto sempre in connessione con i doveri del cittadini, e in particolare con quello di pagare le tasse.

Di qui appunto il ricorso. E' vero che il Governo potrebbe sempre promuovere l'approvazione di una legge che dia appunto forza di legge ai nuovi LEA, ma per questo deve attivare un processo legislativo che potrebbe fornire occasione per ripensare la materia, anche se non è detto che accada (rimarrebbero comunque i possibili profili di incostituzionalità).

Altri aspetti negativi dei nuovi LEA, non inclusi nel ricorso perché criticabili nel merito più che nella legittimità, sono: la mancata previsione di un contributo forfettario per coloro che volontariamente assistono a casa un congiunto non autosufficiente (altro che promuovere il mantenimento dell'ammalato al proprio domicilio!) e una norma che potrebbe lasciare nuovamente spazio alla creazione di grandi istituti anziché di piccole strutture di dimensione più o meno familiare.

Un altro ricorso simile nei contenuti è stato presentato da FENASCO, DIAPSI Piemonte e ALMM (tutti con sede a Torino).

Da non dimenticare anche altre critiche ai LEA per quanto riguarda le forniture di pannoloni e materiali per stomizzati pubblicate sul numero di maggio 2017 del periodico Lavoro e Salute e diverse osservazioni di Cittadinanzattiva che recentemente ha tra l'altro evidenziato che il Documento di Economia e Finanzia rischia di prevedere una dotazione finanziaria insufficiente per finanziare anche questi nuovi LEA.

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